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Il Risveglio della Terra e del Cuore

Nella nostra terra, da tempo immemore, quando l’inverno sembrava non voler cedere il passo e il freddo mordeva ancora le radici, i contadini si radunavano. Non era solo un momento di festa, ma un vero e proprio atto di fede nella natura.

Si accendevano grandi fuochi, alti e luminosi, i “Lumi a Marzo”. Le fiamme danzavano nella notte buia, non solo per riscaldare l’aria, ma per un motivo più profondo: si credeva che il calore e la luce dei falò potessero risvegliare la terra addormentata. Come un richiamo al sole, le fiamme avrebbero penetrato il terreno, sciogliendo l’ultimo gelo e spingendo la primavera a fiorire.

Ma c’era di più. Intorno a quei fuochi, si bruciavano anche i rami secchi, le foglie morte, tutto ciò che l’inverno aveva lasciato dietro di sé. Era un gesto simbolico: liberarsi del passato, delle fatiche, delle preoccupazioni accumulate. Bruciare l’inverno significava fare spazio al nuovo, alla speranza, alla fertilità che la primavera avrebbe portato.

Questa sera, rievochiamo quell’antico rito. Con il calore delle fiamme e il rosso del nostro Sangiovese, non celebriamo solo la fine del freddo, ma anche il risveglio che è in ognuno di noi. Buttiamo nel fuoco ciò che non ci serve più, per accogliere con cuore aperto la nuova stagione, le nuove gioie e tutto ciò che la vita ha in serbo.

Che i Lumi di Marzo illuminino i nostri sentieri e scaldino i nostri cuori.

Giovedì 26 febbraio – cena e serata € 20 tutto compreso

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